ELETTROFONICatalogo delle macchine sonore
Sequential Circuits Prophet-5 (1978)
Foto: Michele Brina · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Scheda 032 · 1978 · San Jose, California

Sequential Circuits Prophet-5

Il primo synth che si ricordava i suoni: bastava un numero, non venti manopole

Cinque voci analogiche pilotate da un piccolo cervello digitale: nasce la memoria patch, e da qui nascerà anche il MIDI.

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ANNO
1978
COSTRUTTORE
Sequential Circuits
VOCI
5, polifonico
MEMORIA
40 patch

La macchinaChe cos'è

Fino al 1977 un sintetizzatore polifonico si programmava girando decine di manopole, ogni volta da capo: nessuna macchina ricordava un suono. Il Prophet-5 ne memorizza quaranta, e li richiami premendo un numero. Dentro, cinque voci analogiche identiche; sopra, un microprocessore che non genera il suono ma registra la posizione di ogni manopola. Debutta al NAMM di gennaio 1978. Per chi suonava dal vivo cambiava tutto, e si capisce ancora oggi quando ne accendi uno e il suono che avevi ieri è ancora lì.

Chi l'ha costruitaDave Smith e John Bowen

Dave Smith fonda la Sequential Circuits a San Jose, in California, e disegna il Prophet-5 con John Bowen, che firma anche la sezione Poly-Mod. Sarà lo stesso Smith, pochi anni dopo, a mettere a punto con Ikutaro Kakehashi di Roland il protocollo MIDI: il primo collegamento della storia unisce un Prophet-600, erede diretto di questa macchina, a uno Jupiter-6 Roland.

Come funzionaCosa c'è dentro

Il microprocessore non tocca l'audio: legge la posizione di ogni manopola e la scrive in memoria, poi la richiama esatta quando premi un numero. Il suono resta interamente analogico. Nei primi esemplari, però, gli oscillatori SSM slittano di accordatura con il calore della stanza: bisogna riaccordare la macchina più volte in un concerto. Solo dalla terza revisione, con un chip diverso al posto degli SSM, il Prophet-5 impara a restare accordato da solo.

Chi l'ha usataNei dischi

  • Talking HeadsIl basso e il lead di «Burning Down the House» (1983)
  • The CarsIl riff che apre «Let's Go» (1979), sincronia fra due oscillatori
  • RadioheadL'accordo che apre «Everything in Its Right Place» (2000)

Da ascoltare

The Cars, «Let's Go» (1979)

Quel riff metallico che apre il pezzo è hard sync fra i due oscillatori: la firma tecnica del Prophet-5.

L'aneddotoUna storia

Gennaio 1978, NAMM. Il Prophet-5 costa quasi 4.000 dollari e in poche settimane arrivano 400 ordini, che per un'azienda piccola come la Sequential sono un bel guaio oltre che una festa. Le prime due revisioni escono con i chip SSM che dicevamo, e chi suona dal vivo impara a riaccordare fra un pezzo e l'altro. La terza cambia chip e il problema sparisce. In tutto ne hanno fatti circa 8.000, fino a metà anni Ottanta. Se ne cercate uno, chiedete quale revisione. Non è pignoleria.

Avvertenze

Le prime due revisioni si scordano con il calore: chip instabili. Solo la terza, con un chip diverso, resta accordata da sola.

Il carosello

Le 6 tavole

Sequential Circuits Prophet-5: fotografia dello strumento del 1978, costruito da Sequential Circuits. Il primo synth che si ricordava i suoni: bastava un numero, non venti manopole.Sequential Circuits Prophet-5 (1978) — che cos'è. Fino al 1977 un sintetizzatore polifonico si programmava girando decine di manopole, ogni volta da capo: nessuna macchina ricordava un suono. Il Prophet-5 ne memorizza quaranta, e li richiami premendo un numero. Dentro, cinque voci analogiche idSequential Circuits Prophet-5 (1978) — chi ha progettato questa macchina: Dave Smith e John Bowen. Dave Smith fonda la Sequential Circuits a San Jose, in California, e disegna il Prophet-5 con John Bowen, che firma anche la sezione Poly-Mod. Sarà lo stesso Smith, pochi anni dopo, a mettere a punto cSequential Circuits Prophet-5 (1978) — come funziona. Il microprocessore non tocca l'audio: legge la posizione di ogni manopola e la scrive in memoria, poi la richiama esatta quando premi un numero. Il suono resta interamente analogico. Nei primi esemplari, però, gli oscillatori SSM slittano diSequential Circuits Prophet-5 (1978) — chi ha usato questa macchina: Talking Heads (Il basso e il lead di «Burning Down the House» (1983)), The Cars (Il riff che apre «Let's Go» (1979), sincronia fra due oscillatori), Radiohead (L'accordo che apre «Everything in Its Right Place» (2000)). DSequential Circuits Prophet-5 (1978) — la storia. Gennaio 1978, NAMM. Il Prophet-5 costa quasi 4.000 dollari e in poche settimane arrivano 400 ordini, che per un'azienda piccola come la Sequential sono un bel guaio oltre che una festa. Le prime due revisioni escono con i chip SSM che dicevamo,

Da dove viene

Fonti

  1. «Dave Smith and Sequential Circuits» — MIDI.org verificata il 2026-09-11
  2. «Prophet-5» — Wikipedia (EN) verificata il 2026-09-11
  3. «1978: Sequential Circuits Prophet-5» — Mix Online verificata il 2026-09-11
  4. «Sequential Circuits Prophet 5» — Vintage Synth Explorer verificata il 2026-09-11

Foto: Michele Brina · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

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