Scheda 031 · 1988 · Los Angeles e Tokyo
Akai MPC60
Non inventò il campionamento: gli diede sedici pad da colpire con le dita
Roger Linn disegna l'interfaccia, Akai costruisce l'elettronica: nasce la macchina che insegna all'hip hop a suonare con le mani.
- ANNO
- 1988
- DESIGN
- Roger Linn
- CAMPIONAMENTO
- 12 bit, 40 kHz
- MEMORIA
- 13-26 secondi
La macchinaChe cos'è
Otto anni dopo la sua prima drum machine, Roger Linn torna con una macchina che campiona: 12 bit, 40 kHz, i suoni su sedici pad quadrati sensibili alla pressione (un dito, sedici livelli di forza) e un sequencer che tiene 60.000 note. Linn disegna l'interfaccia in California, Akai costruisce l'elettronica a Tokyo. Esce a dicembre del 1988 a 5.000 dollari.
Chi l'ha costruitaRoger Linn (con Akai)
Linn aveva già inventato la LM-1 e la LinnDrum, le prime drum machine con suoni campionati invece che sintetizzati. Per la MPC60 lascia il lavoro elettronico ad Akai, a Tokyo, e si concentra su quello che sa fare meglio: il modo in cui la si suona. È lui a disegnare i sedici pad quadrati sensibili al tocco, pensati per essere colpiti con le dita come una piccola batteria, non programmati un passo alla volta con un cursore.
Come funzionaCosa c'è dentro
Ogni pad richiama un campione diverso, e la pressione del dito ne decide il volume: sedici livelli dinamici, non acceso o spento. Il sequencer aggiunge uno swing regolabile — a metà corsa i colpi cadono dritti, oltre iniziano a slittare verso il tempo di una terzina — la stessa formula che Linn aveva già messo nella sua prima drum machine, e che qui i produttori usano per far suonare umano un ritmo scritto al computer.
Chi l'ha usataNei dischi
- DJ PremierLa svolta nel suono di Gang Starr, da «Daily Operation» (1992) in poi
- DJ Shadow«Endtroducing.....» (1996), un intero album da una sola MPC60
Da ascoltare
DJ Shadow, «Endtroducing.....» (1996)
Ogni suono del disco arriva da un vinile diverso, tutti richiamati con gli stessi sedici pad.
L'aneddotoUna storia
Nel 1996 DJ Shadow pubblica «Endtroducing.....»: quasi tutto il disco esce da un'unica MPC60 comprata usata su consiglio di un altro DJ, senza tastiera né sintetizzatore. Solo dischi trovati nei mercatini, spezzettati e rimessi in fila sedici pad alla volta. Provate a immaginare il lavoro: 13 secondi di memoria per volta, sedici pad e un album intero.
Avvertenze
Il sequencer regge 60.000 note. I campioni no: appena 13 secondi di serie, 26 con l'espansione. Una sinfonia in coda, un rullante in memoria.
Il carosello
Le 6 tavole
Da dove viene
Fonti
- «Akai MPC» — Wikipedia (EN) verificata il 2026-09-11
- «It's the heart of my studio»: the story of the Akai MPC — MusicRadar verificata il 2026-09-11
- «Akai MPC60 Revisited» — Sound On Sound verificata il 2026-09-11
- «Akai MPC60» — Vintage Synth Explorer verificata il 2026-09-11
Foto: Matt Friedman · CC BY 3.0 · Wikimedia Commons








