ELETTROFONICatalogo delle macchine sonore
Yamaha CS-80 (1976)
Foto: Csaba Zvekan · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

Scheda 044 · 1976 · Hamamatsu, Giappone

Yamaha CS-80

Un nastro sotto i tasti piega le note come una chitarra: Vangelis lo chiamava «il migliore mai fatto»

Otto voci, aftertouch nota per nota, un ribbon controller sotto la tastiera: il sintetizzatore che si suona come si suona un violino.

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ANNO
1976
COSTRUTTORE
Yamaha
VOCI
8
TASTIERA
Aftertouch + ribbon

La macchinaChe cos'è

Otto voci polifoniche, due oscillatori ciascuna, due filtri passa-alto e due passa-basso per voce: sulla carta un synth analogico come tanti del 1976. La differenza sta nel tocco. La tastiera legge la velocity e l'aftertouch nota per nota, non su tutta la tastiera insieme come quasi tutti i concorrenti, e sotto i tasti corre un ribbon controller, una striscia sensibile al tocco con cui si piegano le note in continuo. È pesante e ingombrante, e al debutto il mercato lo trova più caro e più difficile da programmare del Prophet-5 di Sequential, uscito poco dopo.

Chi l'ha costruitaYamaha

Non emerge un nome singolo dietro il CS-80: nasce nei laboratori Yamaha di Hamamatsu come punta di una linea, la serie CS, iniziata l'anno prima con modelli più semplici. Esce nel 1976 a 6.900 dollari, un prezzo da studio professionale più che da musicista di banda. Il pubblico iniziale è tiepido: pesante, costoso, con un sistema di patch scomodo da richiamare dal vivo. Lo salva la scena, non il negozio: bastano pochi musicisti a scoprire cosa si può fare con l'aftertouch polifonico e il ribbon, e il CS-80 diventa lo strumento che si cerca apposta, non quello che capita.

Come funzionaCosa c'è dentro

Ogni voce ha due oscillatori, due filtri e un proprio inviluppo per il filtro e uno per l'ampiezza: per questo due voci diverse possono sovrapporsi come due strumenti reali, uno che entra dolce e uno che entra secco. La tastiera è sensibile al tocco nota per nota — l'aftertouch, la pressione dopo che il tasto è già premuto, agisce diversamente su ogni dito — mentre il ribbon controller sotto i tasti, una striscia orizzontale, piega l'intonazione in modo continuo al tocco del pollice, senza gradini.

Chi l'ha usataNei dischi

  • VangelisLo usa dal 1977 (Spiral) fino a Blade Runner e Chariots of Fire, e lo definisce «il miglior sintetizzatore analogico mai costruito»
  • Toto (David Paich)Il fiato che apre «Africa» (1982) è un CS-80: Steve Porcaro lo mostra a Paich apposta per scrivere un pezzo pensato per quel suono
  • Michael JacksonIl motivo di accordi di «Billie Jean» (1982) è registrato in una sola ripresa su un CS-80

Da ascoltare

Toto, «Africa» (1982)

Ascoltate il fiato che apre il pezzo, prima ancora della voce: è il CS-80, non un ottone vero.

L'aneddotoUna storia

Nel 2024 un CS-80 va all'asta su Reverb con una scheda che lo descrive appartenuto a Vangelis, prezzo richiesto oltre 400.000 sterline: la provenienza è dichiarata, non certificata, e il compositore ne possedeva più di uno, quindi nessuno può dire con certezza se sia proprio quello di «Blade Runner». Vero o no, il prezzo dice quanto vale oggi un sintetizzatore che nel 1976 il mercato considerava troppo ingombrante da comprare.

Avvertenze

Il mio aftertouch legge ogni dito per conto suo, non tutta la tastiera insieme. Se un accordo suona storto, guardate quale dito premete più forte.

Il carosello

Le 6 tavole

Yamaha CS-80: fotografia dello strumento del 1976, costruito da Yamaha. Un nastro sotto i tasti piega le note come una chitarra: Vangelis lo chiamava «il migliore mai fatto».Yamaha CS-80 (1976) — che cos'è. Otto voci polifoniche, due oscillatori ciascuna, due filtri passa-alto e due passa-basso per voce: sulla carta un synth analogico come tanti del 1976. La differenza sta nel tocco. La tastiera legge la velocity e l'aftertouch nota per nota, non su tutta la tYamaha CS-80 (1976) — chi ha progettato questa macchina: Yamaha. Non emerge un nome singolo dietro il CS-80: nasce nei laboratori Yamaha di Hamamatsu come punta di una linea, la serie CS, iniziata l'anno prima con modelli più semplici. Esce nel 1976 a 6.900 dollari, un prezzo da studio professiYamaha CS-80 (1976) — come funziona. Ogni voce ha due oscillatori, due filtri e un proprio inviluppo per il filtro e uno per l'ampiezza: per questo due voci diverse possono sovrapporsi come due strumenti reali, uno che entra dolce e uno che entra secco. La tastiera è sensibile al tocco nota perYamaha CS-80 (1976) — chi ha usato questa macchina: Vangelis (Lo usa dal 1977 (Spiral) fino a Blade Runner e Chariots of Fire, e lo definisce «il miglior sintetizzatore analogico mai costruito»), Toto (David Paich) (Il fiato che apre «Africa» (1982) è un CS-80: Steve Porcaro lo mostra a Paich appostYamaha CS-80 (1976) — la storia. Nel 2024 un CS-80 va all'asta su Reverb con una scheda che lo descrive appartenuto a Vangelis, prezzo richiesto oltre 400.000 sterline: la provenienza è dichiarata, non certificata, e il compositore ne possedeva più di uno, quindi nessuno può dire con certezza s

Da dove viene

Fonti

  1. «Yamaha CS-80» — Wikipedia (EN) verificata il 2026-09-22
  2. «Exploring The Yamaha CS-80» — Reverb Machine verificata il 2026-09-22
  3. «The Synth Sounds of Toto's 'Africa'» — Reverb News verificata il 2026-09-22
  4. «$500k Yamaha CS-80 claimed to have belonged to Vangelis goes up for sale on Reverb» — MusicRadar verificata il 2026-09-22

Foto: Csaba Zvekan · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

Foto nelle tavole: J R · CC BY-SA 2.0 · Wikimedia Commons

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