Scheda 051 · 1965 · San Francisco, Stati Uniti
Buchla 100 series (Music Box)
Costruito per un centro di musica su nastro di San Francisco. Niente tastiera: solo piastre a contatto.
Piastre capacitive, sequencer analogico e filtri voltage-controlled: nasce la sintesi «West Coast».
- ANNO
- 1965
- ORIGINE
- San Francisco
- COMANDO
- Piastre capacitive
- MODULI
- Fino a 25
La macchinaChe cos'è
Il Buchla 100 series, o Music Box, è un sistema modulare senza tastiera: al posto dei tasti, piastre piatte a contatto capacitivo, ognuna accordabile a mano con un potenziometro — alcune ne portano due file, per due note diverse sotto lo stesso dito. Fino a 25 moduli in una cassa di legno: oscillatori e filtri voltage-controlled, un sequencer analogico, un generatore di rumore bianco. Fu installato nel 1965 al San Francisco Tape Music Center, il centro che Subotnick, Sender e Oliveros avevano fondato per lavorare sul nastro magnetico.
Chi l'ha costruitaDon Buchla
Don Buchla, fisico di formazione a Berkeley, comincia a montare i primi circuiti a controllo di tensione nel 1963. Nel 1965 consegna il sistema a Morton Subotnick e Ramon Sender, che lo avevano commissionato per il Tape Music Center: loro chiedono uno strumento per la sintesi dal vivo, lui rifiuta di copiare il pianoforte. Da qui nasce una scuola di progettazione — poi chiamata «West Coast» — diversa da quella di Robert Moog sulla costa opposta: niente tastiera, sequencer e casualità governata al posto delle note fisse.
Come funzionaCosa c'è dentro
Ogni piastra, toccata, manda una tensione di controllo: decide l'altezza, non fa suonare una nota fissata a priori come un tasto di pianoforte. La stessa tensione può arrivare da un sequencer analogico, o da un generatore di valori casuali. Quella tensione pilota oscillatori e filtri voltage-controlled, fino a 24 dB per ottava: il risultato è un suono che si programma per processi, non per note scritte una a una.
Chi l'ha usataNei dischi
- Morton SubotnickCompra il sistema nel 1966 e ci compone «Silver Apples of the Moon» (1967)
- Pauline OliverosLo usa nel 1966 per «Beautiful Soop», da direttrice del centro a Mills College
- Warner JepsonNel 1969 ci registra «Buchla Christmas», canti natalizi per il MoMA di San Francisco
Da ascoltare
Morton Subotnick, «Silver Apples of the Moon» (1967)
Primo disco elettronico commissionato da un'etichetta discografica, la Nonesuch: ogni suono nasce dal Buchla comprato da Subotnick per il suo studio newyorkese.
L'aneddotoUna storia
Nel 1966 Subotnick compra il sistema e lo porta a New York, in uno studio di Bleecker Street: ci compone «Silver Apples of the Moon», primo disco elettronico commissionato da un'etichetta discografica, la Nonesuch. Lo stesso anno, a Oakland, Pauline Oliveros lo usa per «Beautiful Soop». Nel 1969 Warner Jepson lo trasforma in un disco di canti di Natale, «Buchla Christmas», registrato ai Mills College Electronic Music Studios per la festa di Natale del San Francisco Museum of Modern Art.
Avvertenze
Ogni piastra si accorda a mano con un potenziometro: due file danno due note diverse sotto lo stesso dito.
Il reel
La versione corta
Le cose da sapere in fila, una schermata alla volta, col suono della macchina quando ne esiste una registrazione libera. Aprilo su Instagram ↗
Il carosello
Le 6 tavole
Da dove viene
Fonti
- «Don Buchla» — Wikipedia (EN) verificata il 2026-09-04
- «The San Francisco Tape Music Center Was an Early Home to the Avant-Garde» — Bandcamp Daily verificata il 2026-09-04
- «Silver Apples of the Moon (Morton Subotnick album)» — Wikipedia (EN) verificata il 2026-09-04
- Note di copertina per «Alien Bog / Beautiful Soop» di Pauline Oliveros — DRAM (Discover Recordings, American Made) verificata il 2026-09-04
- «Warner Jepson» — Wikipedia (EN) verificata il 2026-09-04
- «Buchla 100 Series» — Vintage Synth Explorer verificata il 2026-09-04
Foto: Ethan Hein · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons









