ELETTROFONICatalogo delle macchine sonore
Buchla 100 series (Music Box) (1965)
Foto: Ethan Hein · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

Scheda 051 · 1965 · San Francisco, Stati Uniti

Buchla 100 series (Music Box)

Costruito per un centro di musica su nastro di San Francisco. Niente tastiera: solo piastre a contatto.

Piastre capacitive, sequencer analogico e filtri voltage-controlled: nasce la sintesi «West Coast».

Il post su Instagram ↗Il reel ↗Le 6 tavole ↓

ANNO
1965
ORIGINE
San Francisco
COMANDO
Piastre capacitive
MODULI
Fino a 25

La macchinaChe cos'è

Il Buchla 100 series, o Music Box, è un sistema modulare senza tastiera: al posto dei tasti, piastre piatte a contatto capacitivo, ognuna accordabile a mano con un potenziometro — alcune ne portano due file, per due note diverse sotto lo stesso dito. Fino a 25 moduli in una cassa di legno: oscillatori e filtri voltage-controlled, un sequencer analogico, un generatore di rumore bianco. Fu installato nel 1965 al San Francisco Tape Music Center, il centro che Subotnick, Sender e Oliveros avevano fondato per lavorare sul nastro magnetico.

Chi l'ha costruitaDon Buchla

Don Buchla, fisico di formazione a Berkeley, comincia a montare i primi circuiti a controllo di tensione nel 1963. Nel 1965 consegna il sistema a Morton Subotnick e Ramon Sender, che lo avevano commissionato per il Tape Music Center: loro chiedono uno strumento per la sintesi dal vivo, lui rifiuta di copiare il pianoforte. Da qui nasce una scuola di progettazione — poi chiamata «West Coast» — diversa da quella di Robert Moog sulla costa opposta: niente tastiera, sequencer e casualità governata al posto delle note fisse.

Come funzionaCosa c'è dentro

Ogni piastra, toccata, manda una tensione di controllo: decide l'altezza, non fa suonare una nota fissata a priori come un tasto di pianoforte. La stessa tensione può arrivare da un sequencer analogico, o da un generatore di valori casuali. Quella tensione pilota oscillatori e filtri voltage-controlled, fino a 24 dB per ottava: il risultato è un suono che si programma per processi, non per note scritte una a una.

Chi l'ha usataNei dischi

  • Morton SubotnickCompra il sistema nel 1966 e ci compone «Silver Apples of the Moon» (1967)
  • Pauline OliverosLo usa nel 1966 per «Beautiful Soop», da direttrice del centro a Mills College
  • Warner JepsonNel 1969 ci registra «Buchla Christmas», canti natalizi per il MoMA di San Francisco

Da ascoltare

Morton Subotnick, «Silver Apples of the Moon» (1967)

Primo disco elettronico commissionato da un'etichetta discografica, la Nonesuch: ogni suono nasce dal Buchla comprato da Subotnick per il suo studio newyorkese.

L'aneddotoUna storia

Nel 1966 Subotnick compra il sistema e lo porta a New York, in uno studio di Bleecker Street: ci compone «Silver Apples of the Moon», primo disco elettronico commissionato da un'etichetta discografica, la Nonesuch. Lo stesso anno, a Oakland, Pauline Oliveros lo usa per «Beautiful Soop». Nel 1969 Warner Jepson lo trasforma in un disco di canti di Natale, «Buchla Christmas», registrato ai Mills College Electronic Music Studios per la festa di Natale del San Francisco Museum of Modern Art.

Avvertenze

Ogni piastra si accorda a mano con un potenziometro: due file danno due note diverse sotto lo stesso dito.

Il reel

La versione corta

Le cose da sapere in fila, una schermata alla volta, col suono della macchina quando ne esiste una registrazione libera. Aprilo su Instagram ↗

Il carosello

Le 6 tavole

Buchla 100 series (Music Box): fotografia dello strumento del 1965, costruito da Don Buchla. Costruito per un centro di musica su nastro di San Francisco. Niente tastiera: solo piastre a contatto..Buchla 100 series (Music Box) (1965) — che cos'è. Il Buchla 100 series, o Music Box, è un sistema modulare senza tastiera: al posto dei tasti, piastre piatte a contatto capacitivo, ognuna accordabile a mano con un potenziometro — alcune ne portano due file, per due note diverse sotto lo stesso Buchla 100 series (Music Box) (1965) — chi ha progettato questa macchina: Don Buchla. Don Buchla, fisico di formazione a Berkeley, comincia a montare i primi circuiti a controllo di tensione nel 1963. Nel 1965 consegna il sistema a Morton Subotnick e Ramon Sender, che lo avevano commissionato per ilBuchla 100 series (Music Box) (1965) — come funziona. Ogni piastra, toccata, manda una tensione di controllo: decide l'altezza, non fa suonare una nota fissata a priori come un tasto di pianoforte. La stessa tensione può arrivare da un sequencer analogico, o da un generatore di valori casuali. Buchla 100 series (Music Box) (1965) — chi ha usato questa macchina: Morton Subotnick (Compra il sistema nel 1966 e ci compone «Silver Apples of the Moon» (1967)), Pauline Oliveros (Lo usa nel 1966 per «Beautiful Soop», da direttrice del centro a Mills College), Warner Jepson (Nel 1969 ci registra «Buchla 100 series (Music Box) (1965) — la storia. Nel 1966 Subotnick compra il sistema e lo porta a New York, in uno studio di Bleecker Street: ci compone «Silver Apples of the Moon», primo disco elettronico commissionato da un'etichetta discografica, la Nonesuch. Lo stesso anno, a Oakland, Pau

Da dove viene

Fonti

  1. «Don Buchla» — Wikipedia (EN) verificata il 2026-09-04
  2. «The San Francisco Tape Music Center Was an Early Home to the Avant-Garde» — Bandcamp Daily verificata il 2026-09-04
  3. «Silver Apples of the Moon (Morton Subotnick album)» — Wikipedia (EN) verificata il 2026-09-04
  4. Note di copertina per «Alien Bog / Beautiful Soop» di Pauline Oliveros — DRAM (Discover Recordings, American Made) verificata il 2026-09-04
  5. «Warner Jepson» — Wikipedia (EN) verificata il 2026-09-04
  6. «Buchla 100 Series» — Vintage Synth Explorer verificata il 2026-09-04

Foto: Ethan Hein · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

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