ELETTROFONICatalogo delle macchine sonore
ARP 2600 (1971)
Foto: Ville Hyvönen · CC BY-SA 2.0 · Wikimedia Commons

Scheda 010 · 1971 · Massachusetts, USA

ARP 2600

La valigia che ha dato la voce a R2-D2

Semi-modulare, con gli altoparlanti dentro: il synth pensato anche per le scuole.

Il suono vero · 0:42

Un ARP 2600 vero: i 3 oscillatori su una scala esatonale, il filtro mosso a mano.

0:00 / 0:42

Registrazione di jonopodmore · CC BY 4.0 · Freesound · estratto di 42 s, volume normalizzato

Il post su Instagram ↗Il reel ↗Le 6 tavole ↓

ANNO
1971
COSTRUTTORE
ARP
OSCILLATORI
3 VCO
LISTINO
2.600 $

La macchinaChe cos'è

Una valigia che si apre e diventa un laboratorio. È semi-modulare: i moduli sono già collegati fra loro, e i cavi servono solo se vuoi cambiare le regole. Ha gli altoparlanti incorporati e un riverbero a molla, perché ARP lo vendeva anche a scuole e università: bastava aprirlo sulla cattedra e l'aula sentiva.

Chi l'ha costruitaAlan R. Pearlman

Le sue iniziali sono il nome della ditta: A.R.P. Ingegnere elettronico con un passato nei circuiti per la NASA, progettò il 2600 con Dennis Colin. Il primo filtro, il 4012, ricalcava da vicino il ladder brevettato da Moog: sotto minaccia di azione legale — mai una causa vera in tribunale — ARP dovette riprogettarlo da capo.

Come funzionaCosa c'è dentro

Tre oscillatori, filtro, inviluppi e amplificatore già cablati in fila: si accende e suona, senza toccare un cavo. Ma sopra ogni modulo ci sono i jack, e lì comincia il gioco: puoi far comandare il filtro dall'inviluppo, o dal rumore, o da sé stesso. Il sample & hold e il filtro in auto-oscillazione sono le due manopole da cui è uscita mezza fantascienza.

Chi l'ha usataNei dischi

  • Edgar Winter«Frankenstein» (1972): se lo mise a tracolla, inventando il keytar
  • Joe Zawinuldue ARP 2600 nei Weather Report di «Black Market» (1976)
  • Jean-Michel Jarreil tema di «Oxygène IV» (1976)
  • Stevie Wondertra i primi: il suo pannello era etichettato in Braille

Da ascoltare

Edgar Winter, «Frankenstein» (1972)

Il synth che Winter si mise a tracolla per suonarlo in piedi: quel riff è un ARP 2600.

L'aneddotoUna storia

1977: Ben Burtt deve dare una voce a un robot che non parla. Prende un ARP 2600, ci mescola la propria voce e ottiene un suono «per metà elettronico e per metà umano». Quel pianto acuto che tutti riconoscono — R2-D2 — è mezzo circuito e mezzo essere umano. Ci mise sei mesi.

Avvertenze

Funziona senza collegare un solo cavo. Diventa interessante solo quando ne colleghi qualcuno.

Il reel

La versione corta

Le cose da sapere in fila, una schermata alla volta, col suono della macchina quando ne esiste una registrazione libera. Aprilo su Instagram ↗

Il carosello

Le 6 tavole

ARP 2600: fotografia dello strumento del 1971, costruito da ARP Instruments. La valigia che ha dato la voce a R2-D2.ARP 2600 (1971) — che cos'è. Una valigia che si apre e diventa un laboratorio. È semi-modulare: i moduli sono già collegati fra loro, e i cavi servono solo se vuoi cambiare le regole. Ha gli altoparlanti incorporati e un riverbero a molla, perché ARP lo vendeva anche a scuole e università: bastARP 2600 (1971) — chi ha progettato questa macchina: Alan R. Pearlman. Le sue iniziali sono il nome della ditta: A.R.P. Ingegnere elettronico con un passato nei circuiti per la NASA, progettò il 2600 con Dennis Colin. Il primo filtro, il 4012, ricalcava da vicino il ladder brevettato da Moog: sotto ARP 2600 (1971) — come funziona. Tre oscillatori, filtro, inviluppi e amplificatore già cablati in fila: si accende e suona, senza toccare un cavo. Ma sopra ogni modulo ci sono i jack, e lì comincia il gioco: puoi far comandare il filtro dall'inviluppo, o dal rumore, o da sé stesso. Il sample &ARP 2600 (1971) — chi ha usato questa macchina: Edgar Winter («Frankenstein» (1972): se lo mise a tracolla, inventando il keytar), Joe Zawinul (due ARP 2600 nei Weather Report di «Black Market» (1976)), Jean-Michel Jarre (il tema di «Oxygène IV» (1976)), Stevie Wonder (tra i primi: il suo pannello eARP 2600 (1971) — la storia. 1977: Ben Burtt deve dare una voce a un robot che non parla. Prende un ARP 2600, ci mescola la propria voce e ottiene un suono «per metà elettronico e per metà umano». Quel pianto acuto che tutti riconoscono — R2-D2 — è mezzo circuito e mezzo essere umano. Ci mise sei me

Da dove viene

Fonti

  1. «ARP 2600» — Wikipedia (EN) verificata il 2026-08-26
  2. «Hardware Wars: the gear behind Star Wars» — Attack Magazine verificata il 2026-08-26
  3. «The ARP 2600: Evolution and Revolution» — Alan R. Pearlman Foundation verificata il 2026-08-26
  4. «Frankenstein» (Edgar Winter) — Wikipedia (EN) verificata il 2026-08-26

Foto: Ville Hyvönen · CC BY-SA 2.0 · Wikimedia Commons

Suono: Registrazione di jonopodmore · CC BY 4.0 · Freesound · estratto di 42 s, volume normalizzato

Della stessa famiglia

I sintetizzatori

Una macchina nuova ogni sera alle 18, su Instagram

Segui @elettrofoni ↗