Scheda 015 · 1968 · Londra
Stylophone
Un giocattolo per bambini. Ci è nato sopra il pezzo che ha lanciato Bowie
Tastiera di rame stampata, una penna al posto delle dita, tre milioni di pezzi.
Il suono vero · 0:23
Uno Stylophone vero.
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Registrazione di sisterray (Freesound) · CC0 · Wikimedia Commons · estratto di 23 s, volume normalizzato
- ANNO
- 1968
- ORIGINE
- Londra
- VOCI
- Una sola
- VENDUTI
- 3 milioni
La macchinaChe cos'è
Sta in una mano. Una scatoletta con un altoparlante, una manopola di accordatura, un interruttore per il vibrato e una tastiera che non è una tastiera: è un circuito stampato, con i tasti disegnati in rame. Si suona con un pennino legato alla scatola. Una nota per volta, nessuna dinamica, intonazione che va per conto suo. Venduto come giocattolo: tre milioni di pezzi in sette anni, poi fuori produzione nel 1975 e di nuovo in commercio dal 2007.
Chi l'ha costruitaBrian Jarvis
Brian Jarvis lavorava alla Dubreq, a Londra. Nel 1967 stava riparando il pianoforte giocattolo della nipote quando gli venne l'idea: e se al posto dei tasti meccanici ci mettessi dell'elettronica? Un anno dopo lo Stylophone era in produzione. Non nasce in un laboratorio di ricerca né in un conservatorio: nasce su un tavolo di casa, da un giocattolo rotto.
Come funzionaCosa c'è dentro
Ogni tasto di rame è collegato all'oscillatore attraverso una resistenza di valore diverso. Il pennino chiude il circuito: appoggiandolo su un tasto scegli quale resistenza entra in gioco, e quindi quale nota esce. Tutto qui. L'unica espressione disponibile è l'interruttore del vibrato. Il timbro ronzante e sporco che riconosci non è una scelta di progetto: è quello che succede quando un oscillatore così semplice non sta perfettamente in accordatura.
Chi l'ha usataNei dischi
- David Bowie«Space Oddity»: la melodia la compose sullo Stylophone, poi lo suonò sul disco
- Marc BolanFu lui a metterglielo in mano: «Ti piacciono queste cose, fanne qualcosa»
- KraftwerkFra i primi a prendere sul serio un giocattolo da tre soldi
Da ascoltare
David Bowie, «Space Oddity» (1969)
Il ronzio sotto le strofe non è un sintetizzatore: è un giocattolo per bambini.
L'aneddotoUna storia
Tony Visconti, il produttore di Bowie, si rifiutò di produrre «Space Oddity»: la chiamò una trovata per lucrare sullo sbarco sulla Luna. Il pezzo lo produsse Gus Dudgeon; Visconti fece il resto dell'album. Registrata il 20 giugno 1969, uscì l'11 luglio: cinque giorni prima che l'Apollo 11 partisse davvero. Fu il primo successo di Bowie, e c'è dentro un giocattolo suonato con una penna.
Avvertenze
Si suona con un pennino legato alla scatola. Perso il pennino, lo strumento è finito.
Il carosello
Le 6 tavole
Da dove viene
Fonti
- «Stylophone» — Wikipedia (EN) verificata il 2026-08-27
- History — Stylophone / Dubreq (sito ufficiale) verificata il 2026-08-27
- «Space Oddity» (registrazione e crediti) — Wikipedia (EN) verificata il 2026-08-27
Foto: Alex Ashbourne · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Suono: Registrazione di sisterray (Freesound) · CC0 · Wikimedia Commons · estratto di 23 s, volume normalizzato








