ELETTROFONICatalogo delle macchine sonore
Oberheim Four Voice (1975)
Foto: Robert Brook · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

Scheda 054 · 1975 · Santa Monica, California

Oberheim Four Voice

Quattro sintetizzatori monofonici in fila, e per la prima volta si può comprare un accordo

Il primo polifonico in vendita a chiunque: quattro moduli SEM, otto oscillatori e una tastiera che smista le note.

Il post su Instagram ↗Il reel ↗Le 6 tavole ↓

MODULO SEM
1974
QUATTRO VOCI
1975
TASTI
49
PREZZO
4.295 $

La macchinaChe cos'è

Dentro non c'è un sintetizzatore polifonico. Ci sono quattro sintetizzatori monofonici completi, uno accanto all'altro, ognuno con i suoi due oscillatori, il suo filtro e i suoi due inviluppi. La tastiera ha 49 tasti e un circuito che decide a quale dei quattro mandare la nota appena premuta. Per avere lo stesso timbro su tutte le voci bisogna regolare quattro pannelli identici a mano, manopola per manopola, finché non sono uguali. Costava 4.295 dollari, che nel 1975 era un'automobile. A me quella fila di pannelli gemelli fa ancora impressione. È forza bruta, e ha funzionato.

Chi l'ha costruitaTom Oberheim

Nel 1961 legge su una rivista di elettronica un articolo di Harald Bode: come si costruisce un modulatore ad anello che lavori sulle frequenze che si sentono. Se lo costruisce e lo usa nel gruppo dove suona. Poi glielo chiedono altri, e lo costruisce per loro; uno finisce nella colonna sonora de «L'altra faccia del pianeta delle scimmie», un altro va al trombettista Don Ellis. Nel 1969 apre la ditta e per anni campa di pedali. Diventa anche il primo rivenditore ARP della costa ovest e vende 2600 a Frank Zappa e a Leon Russell. Il SEM lo presenta nel maggio del 1974.

Come funzionaCosa c'è dentro

Il pezzo che conta non lo ha progettato lui. La tastiera a scansione la prende in licenza dalla E-mu di Dave Rossum, che l'aveva brevettata nel 1973: un circuito digitale guarda i tasti uno dopo l'altro, centinaia di volte al secondo, e quando ne trova uno abbassato assegna la nota al primo SEM libero. Tutto il resto, oscillatori e filtri, resta analogico. Provate a immaginarlo come un centralino telefonico con quattro linee. Se premete cinque tasti, il quinto non ha dove andare e la nota più vecchia se ne va.

Chi l'ha usataNei dischi

  • Vangelisne teneva uno al Nemo Studios negli anni di «Spiral» (1977)
  • Herbie Hancocksu «Monster» (1980) lavora con l'otto voci, cioè lo stesso in doppia misura
  • 808 Stateil quattro voci esposto all'Horniman Museum di Londra era loro

L'aneddotoUna storia

Il prototipo numero 1 esiste ancora. Guardatelo da vicino: sui pannelli dei SEM ci sono etichette rosse coi puntini in rilievo, braille, perché quello strumento era di Stevie Wonder e le manopole doveva poterle ritrovare da solo. Sul pannello nero sopra i tasti c'è la firma di Tom Oberheim, fatta a pennarello argentato. Di tutte le fotografie che ho guardato per questa scheda è quella che mi ha fatto fermare. Non sembra un pezzo da museo, sembra un attrezzo che ha lavorato, con la carta adesiva ingiallita agli angoli.

Avvertenze

Quattro voci sono quattro accordature. Si accorda SEM per SEM, con la macchina già calda, o l'accordo non è un accordo.

Il reel

La versione corta

Le cose da sapere in fila, una schermata alla volta, col suono della macchina quando ne esiste una registrazione libera. Aprilo su Instagram ↗

Il carosello

Le 6 tavole

Oberheim Four Voice: fotografia dello strumento del 1975, costruito da Oberheim Electronics. Quattro sintetizzatori monofonici in fila, e per la prima volta si può comprare un accordo.Oberheim Four Voice (1975) — che cos'è. Dentro non c'è un sintetizzatore polifonico. Ci sono quattro sintetizzatori monofonici completi, uno accanto all'altro, ognuno con i suoi due oscillatori, il suo filtro e i suoi due inviluppi. La tastiera ha 49 tasti e un circuito che decide a qOberheim Four Voice (1975) — chi ha progettato questa macchina: Tom Oberheim. Nel 1961 legge su una rivista di elettronica un articolo di Harald Bode: come si costruisce un modulatore ad anello che lavori sulle frequenze che si sentono. Se lo costruisce e lo usa nel gruppo dove suona. Poi glielo chiOberheim Four Voice (1975) — come funziona. Il pezzo che conta non lo ha progettato lui. La tastiera a scansione la prende in licenza dalla E-mu di Dave Rossum, che l'aveva brevettata nel 1973: un circuito digitale guarda i tasti uno dopo l'altro, centinaia di volte al secondo, e quando neOberheim Four Voice (1975) — chi ha usato questa macchina: Vangelis (ne teneva uno al Nemo Studios negli anni di «Spiral» (1977)), Herbie Hancock (su «Monster» (1980) lavora con l'otto voci, cioè lo stesso in doppia misura), 808 State (il quattro voci esposto all'Horniman Museum di Londra Oberheim Four Voice (1975) — la storia. Il prototipo numero 1 esiste ancora. Guardatelo da vicino: sui pannelli dei SEM ci sono etichette rosse coi puntini in rilievo, braille, perché quello strumento era di Stevie Wonder e le manopole doveva poterle ritrovare da solo. Sul pannello nero sopra i tast

Da dove viene

Fonti

  1. «Oberheim Polyphonic Synthesizer» — Wikipedia (EN) verificata il 2026-10-01
  2. «Product History» — tomoberheim.com (sito del progettista) verificata il 2026-10-01
  3. «Tom Oberheim» — Wikipedia (EN), su Bode, Don Ellis e la rivendita ARP verificata il 2026-10-01
  4. «E-mu Systems» — Wikipedia (EN): tastiera a scansione brevettata nel 1973 e data in licenza a Oberheim verificata il 2026-10-01
  5. «Vangelis: Recording At Nemo Studios» — Sound On Sound (elenca l'Oberheim 4-Voice) verificata il 2026-10-01
  6. «Herbie Hancock's Electronic Instrument Glossary» — herbiehancock.com verificata il 2026-10-01
  7. «File:Oberheim 4-voice prototype.jpg» — Wikimedia Commons, con la targhetta del museo nell'inquadratura verificata il 2026-10-01

Foto: Robert Brook · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

Foto nelle tavole: Alison Cassidy · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Foto nelle tavole: Kevin Spencer · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

Foto nelle tavole: Kevin Spencer · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

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