ELETTROFONICatalogo delle macchine sonore
E-mu Emulator II (1984)
Foto: John R. Southern · CC BY-SA 2.0 · Wikimedia Commons (originariamente Flickr)

Scheda 023 · 1984 · Santa Cruz, California

E-mu Emulator II

Registri un violino una volta sola e lo suoni su 61 tasti. Nel 1984 pareva un trucco da prestigiatore

Il campionatore a 8 bit della E-mu: quello che ha messo un'orchestra su un dischetto da 5 pollici e un quarto.

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ANNO
1984
COSTRUTTORE
E-mu Systems
CAMPIONAMENTO
8 bit, 27,7 kHz
VOCI
8 voci, 8 parti MIDI

La macchinaChe cos'è

È una tastiera grigia da 61 tasti con due lettori di floppy sul fianco sinistro, e dentro non c'è nessun suono: li carichi tu, dai dischetti. E-mu li vendeva a librerie (archi, ottoni, un flauto giapponese, perfino un vetro rotto) e puoi registrare anche i tuoi, a 8 bit. Il campione poi va su tutta la tastiera da solo, più acuto a destra e più grave a sinistra, e più ti allontani dalla nota originale più si sente che è una registrazione tirata. A me piace proprio quello: gli archi dell'Emulator non suonano veri, suonano da Emulator. Costava molto meno di un Fairlight, e uno studio serio se lo poteva permettere.

Chi l'ha costruitaDave Rossum e Scott Wedge

Dave Rossum e Scott Wedge fondano la E-mu nel 1971 a Santa Cruz e per anni costruiscono sintetizzatori modulari su misura, pochi pezzi, per altri musicisti. Al NAMM del 1979 vedono il Fairlight CMI e la Linn LM-1 e fanno i conti: il Fairlight costa 30.000 dollari, la stessa cosa si può fare spendendo molto meno. Il primo Emulator esce nel 1981. Il II, nel 1984, aggiunge la cosa che secondo me lo salva dall'essere solo un Fairlight povero: i filtri analogici SSM2045, che addolciscono i campioni a 8 bit e li fanno suonare come se fossero passati da un synth.

Come funzionaCosa c'è dentro

Il suono entra da un ingresso, viene tagliato in 27.700 fettine al secondo e ognuna viene scritta con un numero a 8 bit, cioè uno fra 256 valori. Sono pochi, e si sente: da lì viene il fruscio granuloso dei campioni. Il dischetto da 5 pollici e un quarto li conserva. Quando premi un tasto la macchina rilegge la registrazione a una velocità diversa per ogni nota, poi la passa in un filtro analogico, il chip SSM2045, a 4 poli, che toglie le frequenze alte in modo morbido e, se alzi la risonanza, si mette a cantare. Otto voci, quindi otto note alla volta; otto parti diverse via MIDI; un sequencer a 8 tracce.

Chi l'ha usataNei dischi

  • Pet Shop Boys«West End Girls» (1986): gli archi, la tromba e la cassa sono campioni Emulator, uno sopra l'altro
  • Peter GabrielIl flauto che apre «Sledgehammer» (1986) è il dischetto shakuhachi della libreria E-mu
  • Sade«Love Is Stronger Than Pride»: stesso flauto, stesso dischetto

Da ascoltare

Peter Gabriel, «Sledgehammer» (1986)

Il flauto dell'intro. Ascoltatelo sapendo che è un dischetto di fabbrica: non torna più come prima.

L'aneddotoUna storia

Nella libreria dell'Emulator II c'è un dischetto con un flauto giapponese, uno shakuhachi, registrato senza pensare a niente di preciso. Nel 1986 quel campione apre «Sledgehammer» di Peter Gabriel. Poi lo ritrovi in «Love Is Stronger Than Pride» di Sade, e negli Enigma. È proprio la stessa registrazione, uscita dallo stesso floppy, e per anni nessuno ci ha fatto caso: sentivi un flauto e pensavi a un flautista. Io l'ho scoperto tardi, e da quel giorno lo sento dappertutto.

Avvertenze

Il filtro SSM2045 scalda qualsiasi campione digitale. Anche un vetro rotto, se glielo chiedete gentilmente, suonerà quasi analogico.

Il carosello

Le 6 tavole

E-mu Emulator II: fotografia dello strumento del 1984, costruito da E-mu Systems. Registri un violino una volta sola e lo suoni su 61 tasti. Nel 1984 pareva un trucco da prestigiatore.E-mu Emulator II (1984) — che cos'è. È una tastiera grigia da 61 tasti con due lettori di floppy sul fianco sinistro, e dentro non c'è nessun suono: li carichi tu, dai dischetti. E-mu li vendeva a librerie (archi, ottoni, un flauto giapponese, perfino un vetro rotto) e puoi registrare anchE-mu Emulator II (1984) — chi ha progettato questa macchina: Dave Rossum e Scott Wedge. Dave Rossum e Scott Wedge fondano la E-mu nel 1971 a Santa Cruz e per anni costruiscono sintetizzatori modulari su misura, pochi pezzi, per altri musicisti. Al NAMM del 1979 vedono il Fairlight CMI e la Linn LM-1E-mu Emulator II (1984) — come funziona. Il suono entra da un ingresso, viene tagliato in 27.700 fettine al secondo e ognuna viene scritta con un numero a 8 bit, cioè uno fra 256 valori. Sono pochi, e si sente: da lì viene il fruscio granuloso dei campioni. Il dischetto da 5 pollici e un quarto li cE-mu Emulator II (1984) — chi ha usato questa macchina: Pet Shop Boys («West End Girls» (1986): gli archi, la tromba e la cassa sono campioni Emulator, uno sopra l'altro), Peter Gabriel (Il flauto che apre «Sledgehammer» (1986) è il dischetto shakuhachi della libreria E-mu), Sade («Love Is StroE-mu Emulator II (1984) — la storia. Nella libreria dell'Emulator II c'è un dischetto con un flauto giapponese, uno shakuhachi, registrato senza pensare a niente di preciso. Nel 1986 quel campione apre «Sledgehammer» di Peter Gabriel. Poi lo ritrovi in «Love Is Stronger Than Pride» di Sade

Da dove viene

Fonti

  1. «E-mu Emulator» — Wikipedia (EN) verificata il 2026-09-04
  2. «E-mu Emulator II» — Vintage Synth Explorer verificata il 2026-09-04
  3. «Peter Gabriel's 'Sledgehammer' sample of E-mu Systems's 'Shakuhachi'» — WhoSampled verificata il 2026-09-04
  4. «Sledgehammer (Peter Gabriel song)» — Wikipedia (EN) verificata il 2026-09-04
  5. «E-mu Systems» — Wikipedia (EN), storia aziendale e fondatori verificata il 2026-09-04

Foto: John R. Southern · CC BY-SA 2.0 · Wikimedia Commons (originariamente Flickr)

Foto nelle tavole: Mojosynths, ritocco di Pittigrilli · pubblico dominio · Wikimedia Commons

Foto nelle tavole: John R. Southern · CC BY-SA 2.0 · Wikimedia Commons

Foto nelle tavole: John R. Southern · CC BY-SA 2.0 · Wikimedia Commons

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